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Elezioni 2018: possibili scenari per il settore immobiliare

Nonostante lo spoglio delle schede elettorali non sia ancora arrivato al 100% i risultati delle elezioni 2018 sono già chiari e lasciano poco spazio alle sorprese.

I vincitori certi sono la Lega ed il Movimento 5 Stelle.

Ipotizzando che il nuovo governo sia in qualche modo guidato da queste forze politiche, vogliamo ricordare le rispettive proposte elettorali pre voto per capire quali scenari si deve attendere il settore immobiliare.

Proposte della Lega

Nel loro programma vi è la presa di coscenza che il settore dell’edilizia è uno di quelli che maggiormente ha subito la crisi degli ultimi anni con una perdita stimata di oltre 500.000 posti di lavoro. Per rilanciare questo settore, il Partito con sede in via Bellerio, propone:

  • cedolare secca per le imprese;
  • riduzione dell’Iva 50% per gli immobili di nuova costruzione;
  • incentivi contro l’inquinamento residenziale urbano.

Per quanto attiene al primo punto il programma parla dell’estensione dell’aliquota fissa di tassazione ai contratti di locazione degli immobili commerciali, anche per contrastare la desertificazione di alcuni centri urbani.

In merito alla riduzione dell’Iva 50% per gli immobili di nuova costruzione, il programma parla di una riduzione dell’Iva dal 4% attuale al 2% per gli immobili di nuova costruzione, che “non significa solo agevolare il mercato immobiliare, ma anche sostenere uno sviluppo urbano ecocompatibile grazie alle nuove tecnologie di costruzione e classi energetiche degli immobili. Il mancato gettito si recupera grazie a un effetto moltiplicatore sul maggior numero di compravendite immobiliari. Progressiva implementazione del principio del divieto di tassazione in assenza di reddito”.

Per quanto riguarda l’inquinamento si legge che occorre incentivare una edilizia a impatto ambientale zero, vale a dire non inquinante, prevedendo per chi realizza edifici non inquinanti concessioni di costruire con incremento volumetrico in deroga, sgravi in termini di oneri urbanistici e agevolazioni fiscali. Le stesse misure possono essere adottate per quella edilizia che produca energia in eccesso idonea ad essere venduta agli immobili “vecchi” ed inquinanti. Gli immobili capaci di autoprodurre energia rappresentano la sfida del futuro. In questo senso deve essere orientata anche l’edilizia residenziale pubblica eventualmente in un contesto di project financing.

Proposte del M5S

Durante il terzo incontro intitolato “Il mondo immobiliare incontra la politica”, organizzato da Confedilizia, è stato possibile ascoltare le proposte del M5S direttamente dal loro parlamentare Daniele Pesco. Questi sono i principali punti del programma:

  • locazioni turistiche;
  • adeguamento antisismico;
  • tutela del risparmio immobiliare.

In merito al primo punto, Pesco ha detto: “Io ho fatto tre proposte di legge: una sul reddito di cittadinanza, una sugli affitti brevi e una sull’adeguamento antisismico. Sono contento di non aver dimenticato il tema dell’edilizia, che secondo me è fondamentale per il Paese. E’ fondamentale per la locazione turistica, è importante perché è un settore trainante ed è importante perché in Italia siamo famosi per due cose: il risparmio bancario e l’investimento immobiliare. E quindi sono due settori, secondo me, da tutelare.

E su questo il Movimento 5 Stelle si deve impegnare tantissimo. Quello delle locazioni brevi è un tema di attualità, perché molti cittadini hanno a disposizione delle risorse immobiliari e in questi ultimi anni hanno pensato di sfruttarle per la locazione breve. Preferisco non parlare di locazione turistica, in quanto spesso le locazioni brevi vengono utilizzate anche per seguire un familiare ammalato in un’altra città o per motivi di lavoro”.

Sul fronte dell’antisismica, Pesco ha spiegato: “Secondo me ha una finalità più pubblica finanziare magari al 100% l’adeguamento antisismico per chi non ha risorse da investire su quell’immobile. In Italia abbiamo chi non ha disponibilità economica e chi ne ha, ma magari ha un immobile già sistemato. Avvicinandomi al concetto di social lending, ho pensato di poter sfruttare questa disponibilità finanziaria per chi non ha denaro da investire sul proprio immobile.”

E continua “Abbiamo pensato a un social lending garantito dallo Stato, dove persone che hanno risorse possono versarle in questo fondo pubblico alimentato da privati che finanzierà con questi soldi interventi di chi ha una casa e non riesce a ristrutturarla perché non ha denaro a disposizione. Chi versa i soldi ottiene una detrazione fiscale. Questa potrebbe essere una soluzione per partire e per riuscire a incrementare l’attività edilizia su un patrimonio italiano parecchio vetusto e non in regola dal punto di vista antisismico. Si tratta di una proposta di legge che abbiamo depositato e che ci impegneremo a portare avanti quando saremo al governo”.

Per quanto riguarda poi la tutela del risparmio immobiliare e l’impegno per far sì che venga corretto quell’eccesso di tassazione patrimoniale sugli immobili che si è creato a partire dal 2012, Pesco ha affermato: “Ammetto la nostra colpa di non aver preso adeguatamente in considerazione il settore immobiliare all’interno del nostro programma, questo perché il nostro programma è abbastanza stringato e non si parla molto di immobili.
In questi cinque anni, però, ci siamo dedicati molto al settore immobiliare, tant’è che appena entrati in Parlamento ci siamo impegnati per riuscire a togliere l’Imu sulla prima casa. Ma poi abbiamo avuto altre tasse sull’abitazione. Anche lì serve razionalità, serve riuscire magari anche a unificare le imposte e cercare di fare ordine. Secondo noi la priorità non è quella immobiliare, nel senso che bisogna creare assolutamente occupazione.”

“L’immobiliare”, continua il parlamentare M5S, “può essere uno dei ganci trainanti per creare maggiore economia, quindi investimento sull’immobiliare. E su questo ci siamo concentrati molto, ad esempio per quanto riguarda la stabilizzazione degli incentivi fiscali e la cedibilità delle detrazioni fiscali. In merito all’imposizione, ci siamo focalizzati più che altro sulla parte produttiva del Paese, quindi sull’aumento della deducibilità dell’Imu per i proprietari che esercitano la professione all’interno di quegli immobili.
Ci rendiamo conto che l’imposizione fiscale è più alta rispetto a quella di altri Paesi europei e dobbiamo capire cosa è necessario fare per far ripartire il settore. Riducendo l’imposizione fiscale anche sull’immobiliare si possono avere maggiori investimenti e questa è una cosa da perseguire in ogni settore, in modo specifico proprio sull’edilizia. E qui mi ricollego sull’antisismica”.

* fonte Idealista

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